Che differenza c’è tra saldo contabile e saldo disponibile?

Con lo sviluppo di internet e la sempre più massiccia diffusione dell’home banking, formule come quelle di saldo contabile e saldo disponibile sono entrate a far parte della nostra quotidianità. Non che prima non ci venissero mai proposte, anzi: l’estratto conto da sempre ci impone questa distinzione. Tuttavia, poter accedere sempre e in ogni luogo al nostro conto corrente ci espone con una frequenza un tempo inimmaginabile a tali espressioni: conoscere bene la differenza tra le due definizioni può dunque esserci utile.

Cominciamo col dire che l’espressione saldo contabile indica la quantità di denaro presente su un conto corrente in un determinato momento al netto di tutte le operazioni – a debito e a credito – già registrate. Questa cifra viene calcolata tenendo conto quindi di tutti i movimenti effettuati sul conto e contabilizzati, compresi quelli destinati ad andare in valuta in una data successiva a quella in cui il saldo stesso è stato calcolato.

Nulla più di un esempio può aiutarci a comprendere questo concetto. Sul nostro conto corrente ci sono 1.000 euro. Ipotizziamo sia giorno di paga e che il nostro datore di lavoro ci accrediti uno stipendio di 2.000 euro: accedendo al nostro conto tramite il sito o l’app della banca, potremmo trovare quasi immediatamente il nostro saldo contabile incrementato di tale somma. L’operazione è stata registrata in tempi rapidi, dunque, ed è visibile nella lista movimenti: e allora perché, se ci rechiamo subito in banca con l’intenzione di prelevare per intero la somma di 3.000 euro, scopriamo che a disposizione abbiamo ancora solo 1.000 euro?

Come forse avrete sperimentato in prima persona, quando riceviamo un bonifico è necessario attendere un po’ di tempo prima che l’operazione si traduca in una effettiva variazione della somma di denaro a nostra disposizione, anche se l’accredito compare già nella lista movimenti del nostro conto: questo intervallo viene identificato con l’espressione “giorni di valuta” e può essere di durata variabile in relazione alle politiche della propria banca e al tipo di operazione effettuato.

È proprio qui che entra in gioco la definizione di saldo disponibile. Come si può intuire, questa espressione designa la somma di denaro a nostra effettiva disposizione – compreso l’ammontare di un eventuale fido bancario – al netto non solo di tutte le operazioni in entrata già in valuta, ma anche di tutte le operazioni in uscita, comprese quelle ancora non registrate: ecco perché se effettuo un acquisto con carta Bancomat nel mio negozio di dischi preferito vedo subito la somma spesa decurtata dal saldo disponibile, ma non trovo immediatamente nota di tale operazione nella lista movimenti del mio conto.

Foto di: Bruno Glätsch