Che differenza c’è tra ape e vespa?

Sono entrambe insetti, vivono in società complesse e hanno anche alcuni tratti in comune nell’aspetto… insomma, non sorprende che siano in tanti a confonderle. Eppure tra ape e vespa qualche differenza c’è. Anzi, ce ne sono tante. Troppo impauriti dall’eventualità di essere punti per fermarvi ad osservarle di persona? Tranquilli: ci pensiamo a noi a spiegarvele!

Cominciamo con il “grado di parentela”. Che ape e vespa facciano parte della classe degli Insetti è abbastanza noto. Più in dettaglio, appartengono entrambe all’ordine degli Imenotteri, al sottordine degli Apocriti e alla sezione degli Aculeati. Diversa è invece la famiglia: Apidae per le api, Vespidae per le vespe. E con la classificazione, per i nostri scopi possiamo anche fermarci qui: chiunque volesse avventurarsi nella giungla di generi, sottogeneri e specie, può cominciare dalla distinzione tra Vespa e Polistes

Chi invece ha scelto di continuare la lettura di questo articolo, sappia che ape e vespa differiscono anche nell’aspetto. Ok, hanno entrambe sei zampe, le ali e le strisce, ma sono i dettagli a fare la differenza. L’ape ha un corpo più tozzo, ricoperto da una fine peluria, con strisce di colore giallo ambrato, quasi ocra. La vespa invece ha il corpo liscio e lucente, con il classico “vitino” da vespa – appunto – e le strisce di un bel giallo oro. Decorazioni che sin da piccoli abbiamo imparato a interpretare come un vero e proprio segnale di pericolo!

Chiunque abbia subito la puntura di una vespa – magari affermando poi, erroneamente, di essere stato punto da un’ape – sa infatti quanto dolorosa possa essere! Se poi aggiungiamo il fatto che, essendo provvista di un aculeo liscio, la vespa può pungere e ripungere più volte lo stesso malcapitato, il timore nei confronti di questo insetto appare più che giustificato.

Molto più difficile riuscire nell’impresa di farsi pungere da un’ape. Questo insetto è infatti dotato di un aculeo uncinato che resta attaccato alla pelle di chi viene punto, insieme a una piccola porzione del corpo dell’animale, che quindi muore poco dopo: ragion per cui le api pungono soltanto quando si sentono davvero minacciate. A proposito: qualora vi capitasse di essere punti da un’ape, ricordatevi che l’aculeo deve essere accuratamente rimosso.

Sia le api che le vespe, dicevamo, vivono in società complesse. Di più: vivono in società composte da una regina fertile e da operaie sterili. La differenza sta principalmente nei cicli di vita di queste società, che per le vespe sono di durata annuale, mentre per le api possono essere di durata pluriennale, anche se la regina viene sostituita ogni anno.

Per entrambi gli insetti, le operaie hanno tra i loro compiti principali quello della costruzione del nido. Quello delle api è in cera e strutturato in tante piccole cellette esagonali dalla forma incredibilmente regolare. Ben diverso è quello delle vespe, che spesso possiamo trovare appeso a grondaie o soffitti, oppure realizzato in piccole cavità all’interno di muri, alberi o nel terreno. La particolarità del nido delle vespe è quella di essere costituito da materiale cartaceo, che le vespe producono “masticando” piccoli pezzetti di legno.

Sì, avete letto bene: “masticando”. A differenza delle api, le vespe sono provviste di mandibola, che consente loro di nutrirsi di frutta, carne, dolci, altri insetti: di fatto, questo insetto è onnivoro e per questo è tanto comune essere “disturbati” da una vespa – a volte più di una! – consumando un pic-nic o preparando una grigliata all’aperto. Discorso diverso per le api, che invece sono in grado solo di suggere e vanno alla ricerca di sostanze dolci liquide o semiliquide, in primis nettare e polline dei fiori, su cui nella bella stagione è frequente vederle svolazzare.

Detto questo… secondo voi l’insetto nella foto è un’ape oppure una vespa?

Foto di: Thomas Schiewer